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Orto Botanico di Trieste: una pausa rigenerante in città

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Se stai cercando qualcosa di diverso dal solito giro tra centro e mare, c’è un posto che vale la deviazione. Si trova poco fuori il centro città, in una zona più tranquilla, ed è uno di quei luoghi che non trovi per caso ma che, una volta scoperti, tieni a mente.

Un pezzo di storia (ma senza museo)

L’Orto Botanico nasce nel 1842, quando Trieste era ancora in pieno sviluppo scientifico e commerciale. All’inizio serviva per fare esperimenti, soprattutto per capire quali piante potessero adattarsi al territorio del Carso. Nel tempo è cresciuto ed è stato aperto al pubblico già nell’Ottocento. Oggi fa parte dei Civici Musei Scientifici della città.

L’area è organizzata in diverse sezioni, ognuna dedicata a specifiche tipologie di piante. Si passa dalle specie tipiche del Carso, che raccontano il rapporto diretto con il territorio, alle piante officinali e alimentari, legate invece a usi più quotidiani e tradizionali.

Non mancano le zone dedicate alla vegetazione acquatica e palustre, che introducono un ambiente completamente diverso rispetto a quello carsico, e alcune aree più particolari, come quella delle piante velenose, dove il lato scientifico diventa più evidente.

Nel complesso l’Orto ospita centinaia di specie diverse. Non si tratta solo di una raccolta, ma di un lavoro continuo di coltivazione, osservazione e conservazione, che mantiene ancora oggi il legame con la sua origine scientifica.

È una visita semplice, che non richiede molto tempo e che si inserisce facilmente in una giornata in città. Rispetto alle zone più frequentate, qui il ritmo cambia. È un contesto più tranquillo, con meno passaggio e più spazio.

Informazioni utili

L’ingresso è gratuito. L’apertura è stagionale, generalmente dalla primavera all’inizio dell’autunno, con orari limitati. Prima di organizzare la visita è sempre consigliabile controllare gli orari aggiornati sul sito ufficiale.

Se ti fermi a Trieste qualche giorno, è una tappa facile da aggiungere al tuo itinerario. Soprattutto se hai già visto il centro e vuoi scoprire un lato meno conosciuto della città.

Residenza LE 6 A Trieste

Le 6 A – Le camere B&B

Ogni camera del nostro b&b ha un nome di donna che inizia per A: Annetta, Amalia, Angiolina, Ada, Alberta e Augusta. Sono i nomi delle protagoniste dei romanzi dello scrittore triestino Italo Svevo.
Camere b&b con angolo cottura

La Settima A- gli studio

Anna Livia, la nostra Settima A, è la protagonista di uno degli episodi di Finnegans Wake, l’ultimo romanzo di Joyce. L’autore si ispirò a Livia Veneziani, moglie di Italo Svevo. Giacomo, Nora, Stanislaus, Eileen, Sinico: ogni camera è un piccolo studio con angolo cottura e riconduce agli scritti di Joyce quando viveva a Trieste.