Quanto volte abbiamo sentito accostare la città di Trieste alla Mitteluropa? Ma qual è il significato di Mitteleuropa e perché, soprattutto con riferimento al suo passato, viene citata così spesso? Abbiamo chiesto al nostro Maurizio Stagni di spiegarci con il suo stile cos’è la Mitteleuropa, così la prossima volta che visiterai Trieste potrai leggere la sua storia con occhi forse un po’ diversi.  

Mitteleuropa secondo Maurizio Stagni

Mitteuropa è un termine difficile da definire. Sfugge di mano ogni volta che lo vuoi affrontare, risolvere e spiegare. Studiosi come Claudio Magris, Arduino Agnelli ne hanno determinato i lineamenti ed il percorso storico e molto prima gli scrittori Stefan Zweig e Joseph Roth lo hanno raccontato nei loro scritti in gran parte autobiografici.

Nel tentativo di semplificare la definizione potremmo partire da cosa non è: non è un’area geografica definita, non ha una data di inizio e direi neanche un momento preciso della sua fine. Non è solo un fatto politico e non è solo un fatto culturale. Non è esclusiva di una nazione. Capisco che questo non aiuta, quindi per chiarire userò un racconto.

Immagina una cittadina

Le case di una cittadina alla confluenza di due fiumi vedono scorrere l’acqua che si mescola da sempre. I fiumi sono navigabili in periodi cadenzati dalla natura e da sempre vissuti così dagli abitanti. I corsi d’acqua coincidono con i confini di stati diversi ma vista la lontananza con le capitali corrispondenti restano in realtà solo confini sulla carta.

La tolleranza dei governi centrali a non presiedere questi territori lontani permette agli abitanti della cittadina di vivere senza bisogno di un’appartenenza se non alla città sparpagliata fra le 4 sponde. Nessuno ha bisogno di mostrare documenti se non per mostrare la propria identità e non per affermare un’appartenenza ad una nazione-stato.

Quando le zattere scendono lungo la corrente, i barcaioli portano cultura merci e genti che si adeguano a questo stile di vita caratterizzato da una forte appartenenza ad una comunità miscelata, mescolata. La lingua in questo luogo non è un problema. Più o meno tutti si adeguano ad un modo di intendersi e nel tempo si è formato un idioma comune.

É anche certo che la nazione che raccoglie tutti questi stati diversi fra loro dove sorge la nostra cittadina non necessariamente è una nazione democratica e liberale ma effettivamente ha le caratteristiche di una nazione autoritaria, reazionaria e conservatrice. Di questo però la città trae il beneficio visto che da diverse centinaia d’anni nulla è cambiato e in prospettiva nulla sarebbe cambiato. Burocrazia precisa e puntuale e lentezza nei cambiamenti radicali possono, da una parte, creare conflitti legati a nuovi diritti acquisiti o desiderati ma dall’altra garantiscono stabilità amministrativa per il futuro.

Presto però la sicurezza economica, dovuta agli scambi delle merci che scendono e risalgono con lunghe carovane, ha fatto in modo che le nuove generazioni potessero trasformare e usare la ricchezza e la sicurezza in cultura: scuola, apprendimento e interesse ad approfondire assieme a viaggi, nuove conoscenze di culture e usi rendono i figli e nipoti dei ricchi mercanti persone con una coscienza ed una cultura senza pari.  Qui puoi essere cattolico, protestante, ebreo o mussulmano perché le tue diversità in tradizioni, usi, cibo e tutto il resto incrementano il sapere degli altri.

Questa cittadina potremo chiamarla Mitteleuropa.

Nelle case di Mitteleuropa si legge, si scrive, si suona e si studia. Ci si confronta su temi legati a giustizia, etica e anche politica intesa come confronto in atteggiamento di ascolto. Intanto l’acqua dei fiumi scorre.